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Spee assume 8 ingegneri che lavoravano all'estero

«E’ la prima infornata di  ricercatori che lavoreranno su più progetti strategici di ricerca industriale legati alle Smart Cities e all’Internet delle Cose (IoT)», annuncia Luciano Ardingo, presidente e direttore generale Spee, «entro sei mesi le assunzioni aumenteranno: sono, infatti, in dirittura di arrivo i risultati aziendali di anni di ricerca e sviluppo hi-tech, oggi concretizzabili nel trasferimento tecnologico e nell’innovazione di servizi evoluti per la sicurezza e la telemedicina».

Per Ardingo «in città è possibile un'inversione di tendenza, che non si vedeva da anni, se un'impresa è smart può essere competitiva anche se ubicata all'Aquila», sottolinea, «nel caso specifico abbiamo riportato a casa talenti ed eccellenze aquilane che daranno ulteriore impulso nel creare nuova ricchezza per il territorio.

L’Aquila è, oggi,  una città ferita, una città che sta pagando moltissimo in termini di disurbanizzazione. Una città che vive un’emorragia di umanità che non riguarda solo la fetta di popolazione più intellettuale: la SPEE prova ad invertire questa tendenza. Vogliamo diventare la meta dei talenti in fuga, un  polo di attrazione di talenti ed eccellenza».

Ardingo ricorda che «la Spee è un a piccola impresa che opera da oltre trent'anni all'Aquila, ma il 90 per cento del fatturato dell'azienda deriva da progetti acquisiti fuori dal territorio. Non è un'impresa assistita, ma una "fabbrica" dove il patrimonio è intangibile e l'innovazione continua. Un laboratorio inteso come luogo del produrre e, al tempo stesso, dell'apprendere. Un'industria che, oltre a fornire soluzioni e servizi, crea e attrae talenti».

«L'Aquila oggi ha bisogno dell'impresa per il rilancio del territorio e nuove opportunità di sviluppo territoriale», conclude Ardingo, «siamo pronti a mettere in gioco tutte le nostre potenzialità per invertire la rotta e dare il via a un coraggioso progetto regionale all'interno di una rete collaborativa abruzzese, convinti che un'intelligenza, da sola, non serve a niente. La città deve scommettere con la coesione».

[Monica Pellicione, il Centro 11 marzo 2016]


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