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Spee e la sua sicurezza, da Unicredit alle vigne di Brunello

Spee e la sua sicurezza, da Unicredit alle vigne di Brunello
Spee e la sua sicurezza, da Unicredit alle vigne di Brunello

L’Aquila Una delle sue ultime creature è Protechtor, un'innovativa app che trasforma uno smartphone in uno strumento intelligente per la sicurezza personale e le emergenze sanitarie. Ci si abbona al prezzo quotidiano di un caffè e si ha alle spalle un centro di controllo 24 ore su 24 sette giorni la settimana. Basta sfiorare una delle due icone sullo schermo, quella che indica un problema di sicurezza o quella che segnala un problema di salute e il centro di controllo remoto individuerà il luogo in cui siete, registrerà le immagini e l'audio di quanto sta accadendo e metterà immediatamente in moto le procedure di sicurezza o sanitarie predefinite. Il centro di controllo si chiama Panopticon ed è una struttura supertecnologica e iperprotetta dalla quale un gruppo di ingegneri specializzati è in grado di controllare il mondo intero. Un complesso fortificato, accessi controllatissimi, schermi giganti, laboratori futuristici, il tutto sotto il controllo del Building Management System da loro stessi sviluppato. A L'Aquila, nella zona industriale di Pile. Il gruppo in grado di mettere in moto tutto questo a un semplice click si chiama Spee, ed è una delle più accreditate aziende italiane nel settore della sicurezza delle persone, dei beni e dell'ambiente. Lavora o ha lavorato per Esercito e Carabinieri, Polizia e Guardia di Finanza, Amministrazione Penitenziaria e ministero dei Beni Culturali, la Banca d'Italia e Unicredit, Montepaschi, molte Banche di Credito Cooperativo, la Popolare dell'Emilia

Romagna e Finmeccanica, Conad e Fiat, Telecom ed Enel. Per citare solo alcuni dei suoi clienti. Tra i quali c'è anche un produttore di Brunello di Montalcino, al quale i droni e i sensori della Spee e il centro di controllo Panopticon forniscono un monitoraggio permanente delle preziose vigne. Dalla gestione in remoto della sicurezza delle agenzie delle banche a quella delle carceri, ai gioiellieri di Place Vandome, alle gallerie della Lombardia, alla fauna del Parco Nazionale d'Abruzzo e Gran Sasso Laga. Il segreto di Luciano Ardingo, che ha fondato il gruppo nel 1976 e che lo guida, non è un segreto. L'innovazione. Ardingo non si intesta brevetti: «La tecnologia va troppo veloce - dice e noi dobbiamo utilizzare sempre e soltanto quella più avanzata che c'è. Chi copia scoprirà suo malgrado che ha copiato il vecchio». Il lavoro dei suoi 110 collaboratori comincia dalla ricerca e sviluppo, quindi con lo scouting tecnologico, in un perenne inseguimento del nuovo, nel campo delle tlc, della sensoristica, del rilevamento di immagini, del geoposizionamento. Prosegue con l'integrazione di sistemi realizzati su misura del cliente, con la verifica dell'efficacia e dell'efficienza della piattaforma più adatta. Termina con innovativi servizi centralizzati per il monitoraggio e la gestione, 24 ore su 24, della sicurezza di persone, aziende, banche, infrastrutture critiche e città. Ardingo è un uomo di montagna, nato a Campotosto, in provincia dell'Aquila, un paesino a 1.450 metri sul livello del mare, e alla montagna dedica tutto il suo tempo libero. Ma non è un uomo solitario. Ama fare squadra. Insieme ad altre aziende e a varie università ha vinto nel 2013 due bandi di ricerca del Miur sulle smart cities, classificandosi in ambedue i casi al primo posto. Il primo con il progetto RoMA, per fare della capitale una 'città intelligente', cosa di cui c'è una gran bisogno; il secondo con il progetto H@H, Health@Home, che si propone di sviluppare servizi integrati di teleassistenza e monitoraggio a domicilio tramite dispositivi e sistemi interoperabili. Il successo di Spee sul mercato deriva dalla capacità di fabbricare continuamente innovazione con metodo artigianale, nel senso di creare con processi non industrializzati, non di serie, non tutti uguali. Perché, dice Ardingo «Fabbricare la sicurezza di una persona, di un bene, di un territorio significa creare unicità». Il fatturato del gruppo è di circa 16 milioni di euro, una piccola impresa secondo parametri numerici, ma in grado di avere certificazioni anche dalla Nato e dalla Ue. Tra i tanti progetti uno in fase di completamento è la rete a banda larga su onde radio per l'intero Abruzzo. Nel 2005 la Spee ha partecipato alla gara del Ministero delle Comunicazioni e si è aggiudicata l'utilizzo per la regione Abruzzo delle bande di frequenza 24,5-26,5 GHz, prima di allora utilizzate dalla Difesa. Ha poi cominciato a costruire la rete a banda larga per tutto il territorio regionale con la tecnologia WLL (Wireless Local Loop) e adesso sta sperimentando una serie di applicazioni che vanno dalla rilevazione degli incendi, al controllo del territorio e delle falde acquifere, al telelavoro, alla teleassistenza domiciliare, ai nuovi scenari di smart cities. Un mondo nuovo che settimana dopo settimana sta prendendo forma. L'azienda, con la sua storia ormai ultratrentennale è saldamente ancorata a L'Aquila, nonostante il terremoto del 2009 Ardingo non ha spostato l'azienda dal suo territorio: «Anche l'impresa - dice - deve avere una propria dignità». Ma ha aperto da tempo una sede anche a Milano, oltre a filiali e a numerosi centri operativi sparsi per tutta Italia. Il prossimo passo sarà uscire dai confini, ed è solo questione di tempo, chi nel mondo si occupa di sicurezza la Spee e Ardingo già li conosce.

Fonte: http://www.repubblica.it/economia/affari-e-finanza/2015/02/23/news/spee_la_sicurezza_hi-tech_di_ardingo_da_unicredit_alle_vigne_di_brunello-108142869/

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