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Internet delle cose, la nuova sfida: L'Aquila la colga!

Internet delle cose, la nuova sfida: L'Aquila la colga!
Internet delle cose, la nuova sfida: L'Aquila la colga!

In una fase in cui la presentazione dei maxi progetti finanziati con il 4% dei fondi destinati alla ricostruzione che ha riacceso il dibattito sulle strategie future, a supporto arriva un contributo di Luciano Ardingo, patron della SPEE, una delle aziende più importanti del territorio, leader in Italia nel settore della sicurezza fisica integrata.

Ardingo parte da una considerazione fattuale: «In uno studio dell'Università di Oxford si calcola che quasi il 50% dei posti di lavoro attuali rischiano di scomparire nei prossimi vent'anni sotto l'urto di un gigantesco tsunami tecnologico. Una crescita senza lavoro: è questo il nuovo spettro che preoccupa i governi del mondo».

Tutto ruota attorno alle nuove tecnologie: «I numeri confermano che il fenomeno è già ampiamente in corso e che sarà sempre più accentuato ed avrà presto un ulteriore impatto sociale epocale, determinato dall'Internet delle cose (o IoT, acronimo dell'Internet of things) l'ennesima mutazione dell'uso della rete nata negli ambienti di ricerca del MIT di Boston. Una nuova dimensione sociale dove le tecnologie escono dalle fabbriche e dagli uffici e si abbattono sulla quotidianità trasformando le automobili, le piazze, le case, gli ospedali, i libri, le cose in genere in oggetti in grado di ricevere, trasmettere ed elaborare informazioni e di prendere decisioni al posto dell'uomo sulla base di quelle informazioni».

I numeri anche in questo caso descrivono bene il fenomeno: «Attualmente il 99,4% degli oggetti fisici che potenzialmente potrebbe far parte di IoT non è ancora connesso. Questo dimostra la potenzialità di questo nuovo immenso mercato. Nell'anno duemila - spiega Ardingo - gli oggetti connessi a internet erano circa duecento milioni, nel 2013 erano 10 miliardi, nel 2020 saranno circa 1500 miliardi. Stime attendibili sul business derivato da questa crescita dell'IoT, indicano che l'impatto economico sarà di quindicimila miliardi di dollari, nel periodo compreso dal 2016 al 2020. Sarà il più grande cambiamento tecnologico e sociale a cui assisteremo nei prossimi dieci anni».

E' per questo che Ardingo chiama a una riflessione: «L'Internet delle Cose cambierà la nostra vita, le nostre case e le nostre città nel giro di pochi anni. L'Abruzzo, L'Aquila e i comuni dei crateri saranno anch'essi investiti da questa enorme potenzialità. Per coglierla occorreranno interventi programmatici ambiziosi. Interventi che richiederanno condivisioni progettuali, infrastrutture tecnologiche, politiche industriali e formative attualizzate al nuovo contesto. Una visione che potrebbe prefigurare una grande opportunità ed una nuova era per l'intera economia abruzzese.
Non partecipare significherebbe rinunciare al futuro
».

[Stefano Dascoli, Il Messaggero, domenica 21 febbraio 2016]

Fonte: http://www.spee.it/uploads/news/1456234416-5464-articolo-21022016.jpg


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